COSE DA SAPERE PRIMA DI PRENOTARE UN VIAGGIO IN CAMBIOGIA
- Sara Brasili
- 25 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Siamo atterrati al nuovissimo aeroporto di Siam Reap, terminato di costruire nel 2022. Ad accoglierci abbiamo trovato un caldo ancora più umido della Thailandia, un tuk tuk che ci ha portato in albergo ancora più malconcio e infine sorrisi e persone ancora più sinceri e accoglienti. La Cambogia rimane nel cuore. Se siete cresciuti con i film sulle avventure di Indiana Jones o Lara Croft avrete qui la possibilità di vivere come uno dei protagonisti di questi film addentrandovi nella giungla e visitando le rovine di Angor Wat.

Se poi eravate rimasti caldamente sorpresi dalla gentilezza dei Thailandesi, l’incontro con i Cambogiani sarà ancora più intenso, sorrisi sinceri e accoglienza totale di un popolo che è da poco uscito da un passato sanguinoso e dove la maggior parte degli abitanti vive con pochi beni materiali. Non si può infatti visitare la Cambogia senza sapere del suo recente passato, la dittatura di Pol Pot e il clima di terrore durato dal 1975 al 1979, che ha portato all’uccisione di più della metà della popolazione cambogiana (vi consiglio l’episodio del podcast Barbabietole da Zucchero su questo tema). È un passato ancora molto vivo e presente, anche perché Pol Pot e i suoi militari sono rimasti nascosti nelle foreste cambogiane per diversi anni dopo la sua detronizzazione, continuando a effettuare attentati e attacchi. Quello che incontrerete è però uno popolo molto forte e con speranza, i bimbi della Cambogia sono infatti tantissimi e con un grande e dolce sorriso, come ci disse la nostra guida è un popolo così giovane perché gran parte degli anziani sono stati uccisi dalla dittatura di Pol Pot.
Il visto: si fa direttamente in aeroporto una volta che arrivate e si paga solo in contanti, quindi vi consiglio di avere già con voi dei dollari o dei baht thailandesi, se avete per caso degli euro in tasca è meglio non usarli perché viene a costare un po’ di più, il cambio non è favorevole.
I soldi: la valuta locale è il riel cambogiano (1 euro = 4000 riel circa). Per quanto riguarda i pagamenti per i turisti, però, tutto è espresso in dollari, quindi il consiglio è di prelevare prevalentemente dollari. Scordatevi la carta di credito, non la usano da nessuna parte, unica eccezione è la biglietteria di Angkor Wat. I costi sono in genere molto bassi, ma comunque non bassissimi, paragonati a quelli della Thailandia, mentre le attività turistiche costano un poco di più.
I trasporti: in genere per spostarvi dalla città all’aeroporto o alla zona archeologica i tuk tuk sono il mezzo ideale e qui sono più economici rispetto alla Thailandia. Per i lunghi spostamenti scordatevi di prenotare qualsiasi cosa su internet e prenotate un transfer (pulmino o auto privata) con l’albergo. Se volete risparmiare potete utilizzare i bus per spostarvi tra le città della Cambogia.

CONSIGLIO SINCERO: è fondamentale fare i biglietti per i trasporti sul luogo, alla stazione del treno o del bus. Scordatevi di farli online perché la maggior parte delle compagnie non offrono questo servizio e perché non sempre gli orari che trovate sui siti vengono rispettati.
E questo è stato il principale motivo della disavventura affrontata nel percorso Siam Reap-Bangkok. Questo percorso presenta una principale problematica: il confine Cambogia-Thailandia, dove gli uffici chiudono alle ore 16.00 quindi è essenziale arrivare prima di tale orario. Siamo serenamente partite la mattina alle ore 8.00 da Siam Reap per Battambang con l’intento di fare una rapida visita della città prima di riprendere il viaggio. Infatti sul sito della compagnia era indicato un ultimo bus che partiva per raggiungere il confine alle ore 16.00. Niente di più falso. L’ultimo bus era in realtà alle ore 12.00 (orario in cui siamo arrivate noi a Battambang) ed era ormai completamente pieno. Siamo comunque riuscite a raggiungere Bangkok in serata grazie a altri trasporti ‘improvvisati’ (ovvero un signore improvvisato autista in giornata).


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