ALFAMA: DOVE INCONTRARE IL VERO ANIMO DI LISBONA
- Sara Brasili
- 23 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Alfama deriva il suo nome da una parola araba che significa ‘la fonte’. La leggenda infatti narra che questa parte di città fu costruita attorno ad una fonte naturale che approvvigionava acqua agli abitanti del luogo. Quartiere di marinai e mogli in attesa del ritorno dell'amato, è intriso di una elevata importanza culturale per Lisbona e il Portogallo, è infatti tra le sue vie che è nato il Fado e si è costruita la poetica della Saudade, una parola intraducibile in altre lingue, che riporta alla nostalgia per qualcosa che è stato nel passato ma che anche alla gioia di averlo vissuto.

Il modo migliore per attraversare Alfama è perdersi tra i suoi vicoli. Fatevi guidare dalla curiosità percorrendo le sue strade tortuose costeggiate dalle bianche case, talvolta affrescate con murales d’artista. Attraversate una piazza ombreggiata da alberi di arancio, fatevi catturare dal profumo delle sardinhas alla griglia, non rifiutate l’invito di una mulher (signora) che vi offre un copo di jinjinha (tipico liquore di ciliegie servito in un bicchiere di cioccolato) dall’uscio di casa. E affacciatevi infine su uno dei miradouros più belli di Lisbona.
Se però non siete fan del vagabondare, vi indico di seguito un percorso da seguire per non perdersi i luoghi salienti del quartiere. In fondo alla pagina troverete la cartina con le indicazioni.

Se vi avevo lasciato in Praça do Comercio, svoltate verso sinistra e dirigetevi verso il lungo fiume, passando per Rua dos Bocalhoeros, anche nota come ‘via blu’ (non potete sbagliarvi, il pavimento è completamento colorato di blu). Questa via vi porterà di fronte alla Fondazione Josè Saramago, di cui consiglio la visita per gli appassionati. La piazza su cui si affaccia è amata dagli skateboarders e da qui potrete godere di una colorata vista sulle case di Lisbona che si affacciano sul fiume. Proseguite poi verso est e giungere alla Jafariz d’El Rei, ovvero la fontana del Re. Continuate sulla medesima via e voltate a destra in Travessa Terreiro do Trigo. Raggiungete la Chiesa di São Miguel e costeggiatela sulla sinistra per arrivare a una bella piazzetta adornata di piante di aranci e murales. Proseguite ora inerpicandovi su per una lunga scalinata che attraversa il cuore di Alfama e raggiungerete uno dei principali Miradouro della città: Portas do Sol, il cui nome evoca l’ondata di luce che la bianca Alfama riflette sugli spettatori. Riprendete fiato, lasciatevi sommergere dalla luminosità mentre ascoltate qualche artista di strada che qui spesso di esibisce. Proseguite poi verso sinistra al vicino Miradouro de Santa Luzia, incorniciato da Buganvillea viola e da cui potrete scattare ottime fotografie.

Se siete capitati ad Alfama nel week end, vi consiglio ora di proseguire per Rua Sao Tomè e poi Rua Sao Vincente per raggiungere la Feira da Ladra, il mercato delle pulci che si svolge ogni sabato e ogni martedì dalle 9.00 al calar del sole. Potrete trovare delle chicche interessanti. Se siete capitati in un altro qualsiasi giorno della settimana potrete comunque percorrere questa via per dirigervi verso il Pantheao National. Ritornando per la medesima via potrete poi fare una breve deviazione verso il Castello di São Jorge.
Se invece preferite tornare verso Baixa percorrete Rua Augusto Rosa, costeggerete così la cattedrale (Sé) di Lisbona, e scendendo ulteriormente sarete di nuovo nel reticolo dei viali di Baixa. La Sé è un ottimo esempio di stile romanico, in quanto la sua costruzione iniziò nel 1150, dopo la Riconquista della Penisola iberica e sorse proprio dove in precedenza vi era l’antica Moschea. Il chiostro fu invece costruito successivamente tra il secolo XIII e XIV ed è in stile gotico. Se capiterà da queste parti un turista di Padova, sappia che dentro a questa cattedrale fu battezzato il suo Santo Antonio, che nacque proprio a Lisbona e qui studiò per prendere i voti. Uno dei segni del passaggio di Sant’Antonio dalla Cattedrale di Lisbona si trova nella parete della scalinata che conduce al coro superiore: la famosa croce di Sant’Antonio.




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