IL QUARTIERE BAIXA E PRAÇA DO COMÈRCIO: NEL CUORE DI LISBONA
- Sara Brasili
- 23 lug
- Tempo di lettura: 3 min
È arrivato ora il momento di entrare nel reticolo di strade costruite a tavolino dall’urbanista Manuel de Maia. Gli alti palazzi che le costeggiano vi scorteranno fino a raggiungere la magniloquente Praça do Comércio, che si affaccia sulla riva del fiume Tejo.
Se avete scelto di passare per l’angolo sud-est della piazza Rossio, starete ora percorrendo Rua Augusta, la via più turistica di Lisbona. Qui sarete tentati da diversi negozi di souvenir, ristoranti acchiappaturisti e catene di grandi marchi internazionali, che ormai monopolizzano le vetrine di qualsiasi principale via di capitale europea. Proseguite senza indugio e non fatevi tentare dai ristoranti mediocri, unica sosta consentita è presso la Casa do Bacalhao per assaporare uno dei loro pastel di baccalà ripieno di formaggio, un’esperienza connotata da un elevato grado di goduria.

Attraversato l’Arco da Rua Augusta, sarete travolti dalla accecante luce di Praça do Comércio, o come chiamata dai versi Lisboeti, Terreiro do Paço. Qui infatti prima del terremoto sorgeva il palazzo (Paço) reale, successivamente spostato nel quartiere di Belem a causa della distruzione e del trauma causato al re Josè I. Si narra addirittura che il re non tollerasse più dormire negli spazi chiusi per timore del terremoto e pertanto si fece costruire una (lussuosa) tenda nel giardino del nuovo palazzo, la Real Barraca, dove dormiva. Negli anni successivi al 1755 la piazza riacquistò comunque il ruolo di centro commerciale per la città. Navi provenienti da ogni lato dell’Atlantico legavano ogni giorno gli ormeggi e scaricavano merci alle botteghe locali, da lì nacque il nome con cui oggi è conosciuta, ovvero Praça do Comercio. Al centro della piazza troneggia la statua di Dom Jose I, mentre tre lati del rettangolo sono delimitati da eleganti porticati. Dirigetevi ora verso il fiume e la luce riflessa dalle sue acque, ma prima date un occhio al bar all’angolo, quello immediatamente alla vostra sinistra. La leggenda narra infatti che questo fosse il bar preferito di Fernando Pessoa. E in un’epoca in cui Tripadvisor ancora non era stato inventato, ci si affidava alle papille gustative di una delle personalità di spicco della città. Anche se la leggenda si sbagliasse, avrete l’occasione di sorseggiare un buon caffè in un ambiente intoccato dal tempo, esattamente come se lo trovò davanti il buon Fernando, quella volta in cui entrò a bersi un caffè prima di correre in ritardo in ufficio, per spazzare via la stanchezza dell’aver scritto tutta notte.

Il caffè portoghese è uno dei pochi caffè che può essere apprezzato dagli italiani all’estero senza causare nostalgia dell’espresso. Anche in Portogallo si usa servirlo in tazzina calda, di qualche millimetro più abbondante rispetto al nostro, ma comunque dal sapore deciso e separato all’incontro con le vostre labbra da una gradevole cremina di superficie. Questo si deve alla storica lunga tradizione di importazione di caffè dal Brasile e pare che la cultura del caffè si sia mantenuta intatta e tramandata di secolo in secolo di pari modo a quanto avvenuto in Italia.

Ricaricati dalle energie del caffè siete ora pronti a riprendere il cammino. Da qui potete decidere se spostarvi verso il quartiere di Alfama, dirigendovi verso est, oppure prendere la direzione ovest per raggiungere il quartiere di Santos o di Belem. Se vi sentite fin troppo energici potrete invece affrontare la salita verso la collina di Bairro Alto.




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